sabato 5 aprile 2014

COMUNICATO - Ricorsi da parte di due dipendenti avanti il Giudice del Lavoro per "mobbing"

G. Fantato - Sindaco di Badia Polesine
04.04.2014

Alla conclusione del procedimento per il ricorso del geom. Bendin per "mobbing", rigettato per infondatezza, non ho commentato la circostanza in quanto era in corso l'altro procedimento con la medesima motivazione, dell'avv. Patergnani. Dalla recente sentenza su questo secondo ricorso, anch'essa favorevole al nostro Comune, con la stessa motivazione, ho lasciato passare un paio di settimane per poter fare qualche considerazione con maggior serenità.
Le due vicende mi hanno turbato anche sul piano personale, infatti quanto rivoltemi, seppur nella veste di sindaco, mi ha provocato una grandissima amarezza per essere stato accusato di comportamenti eticamente riprovevoli. La vittoria giudiziaria non ha cancellato il mio sconcerto per l'ingiusto gesto che questo Ente, la Sua legittima Amministrazione ed il sottoscritto hanno dovuto subire. Così, amaramente ho dovuto prendere atto che le negative sensazioni che avevo percepito dalla mia elezione nel 2009, in qualche area dell'apparato di questo Comune, pochissime persone in verità, ma significative per importanza dei ruoli svolti, aveva purtroppo dei concreti fondamenti. Credo che l'agire mio e di tutta l'Amministrazione abbia sconvolto gli equilibri di potere interno tra le due - tre "fazioni", allora presenti, sia pure tra Loro antitetiche, equilibri raggiunti però nell'assoluta autonomia dagli Amministratori e conseguentemente da difendersi gelosamente, come è d'uso nelle "lobby" esclusive. In tempi passati i disagi lamentati dai soggetti interessati e dall'Amministrazione, senza ricorrere al Giudice, si sarebbero forse risolti con gesti dimenticati, come le dimissioni, magari seguite da una stretta di mano. E poi, visto l'alto grado raggiunto nella scala gerarchica dai due dipendenti, la Loro manifesta professionalità avrebbe potuto consentire di trovare opportunità di lavoro in altre realtà, magari migliori e più consone.
Comunque non dispero!
In ogni caso spero che quanto accaduto sia occasione per trarne insegnamento e saggia esperienza, sia per me e per i colleghi amministratori, che per tutti i dipendenti, schierati o meno, nell'interesse di questa "martoriata" cittadina.

In data 8.10.2013, presso il Tribunale di Rovigo, il Giudice del Lavoro, con riferimento all'intentata causa per "mobbing" nei confronti dell'Amministrazione, o meglio nei confronti del sottoscritto sindaco, promossa dal geom. Iginio Bendin, capo del Settore Tecnico del comune di Badia Polesine, fino al giugno 2009, poi in "comando" presso l'Ulss n. 17 di Este, ha emesso la seguente sentenza:

1.Rigetta il ricorso; 2. Spese compensate.
Giova ricordare che il ricorso era stato depositato in data 8.11.2012, e che il ricorrente Bendin chiedeva di essere risarcito di una somma di oltre 210.000 €, di cui € 60.000 per pretesi conguagli di remunerazione, € 50.000 per i danni causati dalla dequalificazione ed il conseguente mobbing con danno alla salute ex art. 2059 c.c., € 100.000 per il danno all'immagine, quale conseguenza dei comportamenti denigratori del sindaco Gastone Fantato, nonché la conseguente condanna al pagamento, su tutte le somme dovute a qualunque titolo, degli interessi legali e della rivalutazione monetaria e inoltre con vittoria di spese, competenze ed onorari del giudizio. Grazie all'efficienza proverbiale del nostro comune: "Veniva dapprima dichiarata la contumacia dell'amministrazione convenuta, che si costituiva tardivamente in giudizio rassegnando le conclusioni in epigrafe indicate". Infatti era sfuggita agli uffici preposti, per mero infortunio, la data di scadenza della costituzione a resistere. Devo qui ricordare che il segretario dott. Montemurro, mi offrì seduta stante le dimissioni, assumendosi ogni responsabilità dell'accaduto per le Sue attribuzioni di sovrintendenza e coordinamento dei dirigenti, da me subito respinte. Per cui: "La causa veniva istruita solo documentalmente, non essendo state ammesse le prove orali richieste da parte ricorrente in quanto in parte non oggetto di contestazione, stante la tardiva costituzione, in parte non ritenute rilevanti ai fini della decisione, e successivamente, ritenuta matura per la decisione, la causa veniva discussa - previo deposito di note autorizzate da entrambe le parti - e decisa come da dispositivo in calce, del quale era data pubblica lettura in udienza unitamente alla presente motivazione. Ed invero, il ricorso non appare fondato e va rigettato, alla luce delle considerazioni che seguono". Appare chiaro che il Giudice ha avuto a disposizione solo le considerazioni del Bendin e i documenti dallo stesso prodotti, mancando ogni possibilità per il Comune di presentare prove o ricostruzioni di fatti in contraddittorio, unica eccezione le note conclusive autorizzate da entrambe le Parti. Così il giudice ha dovuto decidere con a disposizione solo i documenti presentati dal Ricorrente, per cui si desume che i motivi di infondatezza erano presenti proprio negli elementi ritenuti favorevoli dallo Stesso. L'unico commento possibile è: "SENZA PAROLE !". Un elemento di tangibile "disagio", è stato il danno recato all'Ente e per cui ai cittadini, per le spese legali che il Giudice, come prassi nelle cause di lavoro, ha deciso di "compensare", cioè ognuno si paga le sue.

In data 18.03.2014, presso il Tribunale di Rovigo, il Giudice del Lavoro, con riferimento all'intentata causa per "mobbing" nei confronti dell'Amministrazione, o meglio nei confronti del sottoscritto sindaco, promossa dall'avv. Andrea Patergnani, vicesegretario del comune di Badia Polesine e dal 19.05.2004 titolare di posizione di Alta Professionalità, ha emesso la seguente sentenza:

1.Rigetta il ricorso; 2. Spese compensate.
Anche in questo caso dev'essere ricordato che il ricorso era stato depositato in data 10.2.2012, e che il ricorrente Patergnani cheideva di essere risarcito di una somma di "€ 159.161,48 o quella diversa maggiore o minore, che risulterà in corso di causa o sarà ritenuta di giustizia, con interessi e rivalutazione monetaria dalla data di maturazione del credito al saldo effettivo. Spese, diritti ed onorari rifusi."
Alla prima udienza il Giudice ha fatto un tentativo di conciliazione, iniziativa condivisa solo dal Comune, per il mio tramite, ma non dal ricorrente, per cui fallita sul nascere. Il processo è continuato con più udienze per l'escussione dei testi, con qualche "capitolo di prova", richiesto dal Patergnani, che mi ha fatto sorridere, come il coinvolgimento della Sua Convivente per testimoniare gli effetti negativi della azione mobbizzante nella sfera dell'intimità, oppure la deposizione degli ex rispettivamente assessore e consigliere comunale, Faggion e Mantovani, sulla mia affermazione "denigratoria" che all'avv. Patergnani "piacevano le donne". Tra le motivazioni e considerazioni del Giudice esposte nella sentenza, emerge un aspetto di notevole rilevanza per il Comune, riferito al fatto che il ricorrente, così afferma il giudice, ha percepito delle indennità in parte non dovute per sovrapposizione di attribuzioni tra loro alternative. Il Giudice, dopo una accurata disamina delle ragioni esposte dal ricorrente ed averle tutte respinte, con dovizia di riferimenti normativi e di giurisprudenza, così afferma: "In conclusione, e dovendosi per irrilevanza della questione omettere in toto l'esame della questione del danno, sia biologico e morale che patrimoniale, devono ritenersi non provati i presupposti dell'obbligo risarcitorio in quanto non sussistente l'intento vessatorio nei confronti del ricorrente. In conclusione, il ricorso appare infondato e va rigettato."
Un elemento tangibile di danno verso l'Ente e per cui verso i cittadini, sono le spese legali che il Giudice, come prassi, ha deciso di "compensare" cioè di mantenere in capo a ciascuna delle parti. Esse sono ovviamente maggiori (sommano a circa 18.000 €) rispetto alla causa Bendin, senza contare il tempo dedicato dal sottoscritto per gli incontri con i due legali, le svariate udienze, la notevole corrispondenza interna, il coinvolgimento degli altri Amministratori, nonché il danno indotto dal fatto che per circa due anni la vicenda ha tenuto in "fibrillazione" i dipendenti in rapporti di lavoro con il ricorrente, certamente non giovando all'efficienza dei servizi. Come accennato, le conclusioni delle due vertenze hanno fatto emergere aspetti non marginali sulla corresponsione di indennità. Infatti al geom. Bendin è stata corrisposta, fino all'insediamento della Amministrazione del giugno 2009, l'indennità di "alta professionalità", pur in assenza di titoli per ricevere tale qualifica. Anche al dott. Patergnani è stata corrisposta, per un lungo periodo, avendone i titoli, l'indennità di "alta professionalità", avendo però lo stesso esercitato, le attività di "dirigenza" o meglio di Posizione Organizzativa, e dal momento che l'emolumento previsto per tale qualifica è inferiore a quello di "alta professionalità", devesi chiedere la restituzione dell'eccedenza percepita. E' ovvio che dato il titolo di avv. il Patergnani non poteva non sapere dell'errore. Dal momento che l'Amministrazione è venuta a conoscenza dell'errore di applicazione delle norme contrattuali, deve immediatamente provvedere alla sospensione dell'erogazione di quanto non dovuto, se in essere, e procedere al recupero delle somme incassate senza titolo dai due dipendenti, e ciò retroattivamente entro i termini della prescrizione.


Suppongo, seppur con doverosa cautela, che la circostanza dell'erogazione del non dovuto non abbia urgenza per il geom. Bendin, essendo dal 1° marzo e fino al 30 giugno prossimo in aspettativa senza assegni, e comunque prima era in comando presso l'Ulss n. 17 di Este, ne ha invece nei confronti dell'avv. Patergnani in quanto normalmente in servizio. Ma quello che più da vicino mi riguarda, attiene alle conseguenze del comportamento dei due dipendenti, che ha provocato la perdita di "fiducia" nei Loro confronti, e che a causa di ciò, in futuro, sarà incoerente ed illogico ch'io possa affidare un "mandato fiduciario"  agli stessi, seppur in possesso dei titoli per eventualmente riceverlo. Data la delicatezza della materia, la Giunta ha dato mandato al sig. segretario di acquisire tutti gli elementi necessari per l'emissione dei provvedimenti, nel totale rispetto dei diritti dei pendenti, ma a tutela degli interessi dell'Ente. Mi corre l'obbligo di sottolineare ancora come le due vicende abbiano negativamente inciso, oltre che sul piano dell'efficienza e dell'operosità del Comune, anche sul nostro magro bilancio, per almeno 22-23.000 €, che certamente questa Amministrazione avrebbe destinato volentieri ad altre iniziative.

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